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Mercoledì 14/10 - ore 18:30

Il cibo è medicina di Marco Montagnani

Mercoledì 14 ottobre alle ore 18:30 Marco Montagnani presenterà "Il cibo è medicina" in dialogo con Marco Achille Gandolfi Mannini. 

 

Il libro: «In Cina, la domanda più comune per salutare qualcuno non è “come stai?”, ma “hai mangiato?”. Una frase semplice che racchiude un’intera filosofia.». Secondo la medicina tradizionale cinese, ciò che assumiamo ogni giorno influenza in modo diretto e continuo il nostro Qi, ossia l’energia vitale. Il confine tra nutrimento e cura dipende spesso da dosaggio, concentrazione e intenzione. Il maestro taoista Marco Montagnani racconta in queste pagine i principi e le virtù di una dietetica millenaria, espressione di una saggezza al tempo stesso profonda e concreta. In questa prospettiva, il cibo non è soltanto piacere o gratificazione immediata, né un semplice calcolo di calorie, ma uno strumento potente per sostenere l’equilibrio e il benessere psico-fisico. È uno degli insegnamenti più significativi maturati durante una lunga esperienza in Estremo Oriente, iniziata quando l’autore aveva appena dieci anni e destinata a segnare profondamente il suo percorso individuale e professionale. Un cammino raccontato con storie e dettagli personali e coinvolgenti che lo ha portato a considerare la cura come una responsabilità interiore, trasformandola in una missione: aiutare ogni giorno migliaia di persone a ritrovare l’equilibrio e a «onorare la vita», coltivandola con consapevolezza anziché consumarla distrattamente. Per mettere in pratica questi principi, è essenziale la parte del libro dedicata a ricette e rimedi naturali, utili per affrontare i disturbi più comuni della vita quotidiana: dal mal di testa all’insonnia, dall’ansia alla stanchezza cronica, fino ai problemi digestivi. Un invito a prendersi cura di sé in modo dolce e profondo, agendo non solo sui sintomi ma anche sulle cause, per raggiungere un benessere autentico e duraturo.

 

L'autore:  è laureato in Medicina cinese presso l’Università di Mingxi della provincia del Fujian e in Medicina naturale presso la Central Pacific University, diplomato in Fitoterapia clinica presso l’Università di Viterbo e iscritto alla Società Italiana Fitoterapia clinica (S.I.Fit.). È docente di Tuina e Qigong presso la Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ), docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di Agopuntura di Firenze. Insegna Medicina cinese e Qigong presso varie scuole di agopuntura, ed è collaboratore scientifico di alcune riviste di settore.

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Sabato 17 ottobre alle ore 16:00 il Professor Nicola Mondaini sarà ospite da GO per presentare il suo nuovo libro "Il pene - istruzioni per l'uso" (Piemme) in dialogo con Gaetano Gennai. 

 

Un libro sul pene, raccontato senza giri di parole, per spiegarti come è fatto e come funziona davvero, qual è il suo rapporto con la vagina, l’ano e la bocca. Tutti argomenti considerati ancora oggi dei tabù, fonti inesauribili di leggende metropolitane e fake news.

Nicola Mondaini

 

PROF. NICOLA MONDAINI, medico chirurgo e urologo, è professore associato di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha pubblicato oltre cinquecento articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali ed è considerato uno dei maggiori specialisti di uro-andrologia. Nel 2009 ha pubblicato per Giunti Demetra Vino e Eros, seguito nel 2021 da Wikipene, tradotto anche in inglese e cinese. Dal 2025 conduce insieme al giornalista Giuseppe Cruciani il vodcast Fallo! di Radio 24 – Il Sole 24 Ore. Divulgatore brillante, utilizza ironia e un linguaggio accessibile per raccontare temi complessi legati alla salute sessuale.

 

L'evento è a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti. 

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Il primo incontro dell'atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri (ingresso consentito ai soli iscritti). Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

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Venerdì 23 ottobre alle ore 18:00 verrà proiettato sul ledwall di GO il documentario "Decameron canzoni e storie - La ballata del professore" scritto e interpretato da David Riondino e Maurizio Fiorilla, con la regia di Raffaele Rago. 

 

David Riondino e Maurizio Fiorilla offrono una originale interpretazione del Decameron di Giovanni Boccaccio in un viaggio che alterna racconti e ragionamenti, letture e canzoni. Il documentario, diretto da Raffaele Rago, si articola in 11 capitoli. I primi tre capitoli – Umana cosa, La peste e Il giardino – e l’ultimo – O se la morte viene…morranno lieti – sono dedicati a momenti chiave nell’architettura del libro: il proemio dell’autore, la descrizione della peste fiorentina del 1348, la formazione della brigata dei dieci giovani, la loro fuga dalla città e la decisione di trascorrere il tempo raccontandosi novelle nello spazio di un giardino, fino al loro ritorno a Firenze. Altri capitoli ripercorrono – tra racconto e musica – alcune famose novelle dell’opera: Madonna Filippa, Alatiel, Tancredi e Ghismonda, Il monaco della Lunigiana, Federigo degli Alberighi. Una sezione – La ballata del professore – è interamente è incentrata sul manoscritto del Decameron di mano dello stesso Boccaccio (oggi conservato alla Staatsbibliothek di Berlino) e al suo avventuroso viaggio nel tempo.

 

Il documentario prende le mosse dal lavoro sul capolavoro di Boccaccio iniziato con la trasmissione radiofonica Umana cosa, andata in onda su Radio 3 nel 2013, un programma scritto e condotto da Maurizio Fiorilla che ospitava in ogni puntata le ballate musicali di David Riondino, pubblicate poi nell’album Bocca baciata non perde ventura, anzi rinnova come fa la luna. Canzoni dal Decameron di Giovanni Boccaccio (Materiali sonori, 2016). Da questa prima esperienza è nato lo spettacolo Decameron: canzoni e storie, che Riondino e Fiorilla – insieme ad un gruppo di musicisti e attori- hanno messo in scena in numerosi teatri e portato in diverse università (italiane e straniere) dal 2014 al 2025.

 

Il documentario è stato realizzato da GIANO Produzioni in collaborazione con Rai Teche e Rai Radio3, con il patrocinio dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Roma Tre e della Biblioteca Riccardiana di Firenze.

 

L'evento è libero fino ad esaurimento posti. 

 

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26/10/2026 - 15/11/2026

GLI AMLETI - 17 tragedie in 34 facce di Marco Benedetti e Giancarlo Caligaris

Dal 26 ottobre al 15 novembre sarà presente in Giunti Odeon la mostra di Marco Benedetti e Giancarlo Caligaris "Gli Amleti - 17 tragedie in 34 facce" a cura di Jean Blanchaert. 

 

Dare volto a 17 personaggi della tragedia Shakespeariana, dai più conosciuti come Amleto, Polonio, Rosencrantz a personaggi che compaiono per una sola battuta. Ogni volto una storia, ogni vita una tragedia. Una lettura della complessità umana. Il volto è il primo indizio che appare, con cui cominciamo a costruirci l’idea dell’altro, il primo indizio di un mondo interiore a noi sconosciuto. “… niente al mondo può essere paragonato al volto umano. E’ una terrache non ci si stanca mai di esplorare… “ (Carl Teheodor Dreyer)

Due autori che interpretano le maschere dei protagonisti, di questa storia fatta di odio, sangue ed intrighi umani. Per questo lavoro su Amleto pensavamo che il luogo più adatto per esporre il frutto di questa analisi-invenzione, fosse il teatro. Il luogo dove questi personaggi tragici dovevano prendere vita e morire nell’immaginario di Shakespeare. Il teatro, il contenitore mitico di quella porta temporale che è il palcoscenico, doveva contenere anche i nostri ritratti: le facce dei protagonisti di una delle opere più celebri del genio inglese. Una forma d’arte diversa da quella scenica fatta di corpi in movimento, di voci e di suoni. Un’arte immobile e silenziosa che aveva bisogno di presentarsi nello spazio per cui era stata creata viva. La nostra vorrebbe essere non meno viva nonostante la sua anima cartacea. Il nostro palcoscenico saranno quegli spazi che affiancano la porta temporale consacrata. Essere visti nel luogo, per eccellenza, “da cui si guarda “: il teatro. 

In Amleto tutto comincia da un’apparizione. Un volto che ritorna dal regno dei morti mette in movimento la tragedia e costringe i vivi a interrogarsi su ciò che vedono, su ciò che sanno, su ciò che credono di sapere. Da quel momento, l’intero dramma shakespeariano sembra attraversato da una domanda: che cosa può rivelare un volto? È precisamente dentro questa domanda che si colloca il lavoro di Marco Benedetti e Giancarlo Caligaris. Gli Amleti nasce come un’indagine sui personaggi della tragedia shakespeariana: non soltanto Amleto, Ofelia, Claudio o Polonio, ma anche Rosencrantz , Guildenstern e le figure apparentemente marginali, quelle che attraversano la scena per pochissimo tempo, talvolta per una sola battuta. Il progetto restituisce così una sorta di comunità tragica: diciassette personaggi, diciassette esistenze coinvolte, in misura diversa, nel medesimo meccanismo di sospetto, desiderio, violenza e morte. Benedetti e Caligaris non illustrano Shakespeare, lo mettono in contraddizione. Diciassette personaggi della tragedia shakespeariana, ciascuno affidato a due interpretazioni, trentaquattro facce. Le loro immagini non cercano di accordarsi. È proprio la distanza fra uno sguardo e l’altro a ricordarci qualcosa che tendiamo a dimenticare: i personaggi non esistono indipendentemente dalle interpretazioni che ne facciamo. Esistono tanti Amleti quanti sono coloro che lo hanno letto, recitato, diretto, tradotto, disegnato, immaginato. Il ritratto, che per secoli è stato utilizzato per affermare un’identità, qui produce l’effetto contrario. Moltiplica l’identità, dimostra che un personaggio non possiede un volto fino a quando qualcuno non glielo immagina.

Benedetti vede un Amleto; Caligaris ne vede un altro. Tra quelle due facce esiste uno spazio vuoto. È lì che abitaShakespeare.

Questi ritratti entrano in un teatro, un luogo nel quale nessun personaggio possiede stabilmente un volto. Ogni sera un essere umano entra in scena e presta il proprio corpo a qualcuno che non esiste. Amleto, Ofelia, Claudio hanno avuto migliaia di facce. Benedetti e Caligaris ne aggiungono altre due, ma i loro personaggi, questa volta, non salgono sul palcoscenico. Sono immagini. Lo spettacolo comincia e finisce. Gli attori si tolgono i costumi. Le luci si spengono. Gli spettatori abbandonano la sala. Loro rimangono. Trentaquattro facce per diciassette persone che non sono mai esistite. O che forse esistono da più di quattrocento anni proprio perché continuiamo a prestare loro le nostre.

Jean Blanchaert & Irina Eschenazi

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Venerdì 30 ottobre alle 18:30 sul palco dell'Odeon Giulia Ciarapica (@giulia_ciarapix) presenterà il nuovo libro di Jason Rekulak, "L'intruso". L'autore sarà in collegamento streaming per rispondere a tutte le vostre domande e curiosità. 

Il libro: Quando la fumettista Penny Padgett perde l’amata gatta Popcorn durante una terribile tempesta di neve, con lei sembra svanire anche la sua scintilla creativa. Divorata dal senso di colpa, non riesce più a trovare l’energia per fare ciò che ama, né a portare a termine il suo attesissimo quarto libro. Qualche settimana dopo, lei e il fidanzato partecipano a un esclusivo ricevimento organizzato da Evelyn Bruehl, anziana bisnipote del celebre illustratore Barnabas Godfrey. Tra gli ospiti della sontuosa villa, Penny fa la conoscenza di un altro Godfrey: il misterioso gatto di casa, che manifesta fin da subito un’insolita attrazione nei suoi confronti. È per questo che, quando Evelyn parte per le vacanze, lei viene scelta come cat-sitter. All’inizio, il felino rappresenta una gradita distrazione: le sue eccentricità e la sua presenza costante diventano persino una nuova fonte d’ispirazione per i suoi fumetti. Ma ben presto qualcosa cambia. Godfrey sembra seguirla ovunque, osservandone ogni gesto, anche quelli più privati. Notte dopo notte, mentre il gatto veglia silenzioso sul suo lavoro, i disegni di Penny assumono toni sempre più inquietanti. Il confine tra immaginazione e realtà si assottiglia fino a farle perdere la cognizione del tempo; e quando torna in sé, non riconosce più ciò che ha creato. E se Godfrey non fosse soltanto un innocuo animale domestico? E se dietro i suoi occhi si nascondesse una presenza malefica, determinata a insinuarsi nella mente di Penny… e a reclamare la sua anima? Jason Rekulak confeziona una storia tanto oscura quanto magnetica, arricchita dalle straordinarie illustrazioni di Doogie Horner e Will Staehle. Un romanzo capace di trasformare il più rassicurante degli amici a quattro zampe in un incubo indimenticabile. Dopo averlo letto, non guarderete più il vostro gatto con la stessa serenità.

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Il secondo incontro dell'atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri (ingresso consentito ai soli iscritti). Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

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Il terzo incontro dell'atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri (ingresso consentito ai soli iscritti). Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

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Il quarto incontro dell'atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri (ingresso consentito ai soli iscritti). Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

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Il quinto e ultimo incontro dell'atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri (ingresso consentito ai soli iscritti). Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

News
La grande Hollywood: il nuovo atelier di storia del cinema

A partire da Lunedì 7 settembre è possibile iscriversi al nuovo atelier di storia del cinema curato da Marco Luceri, che ha come titolo "La grande Hollywood: l'epoca d'oro del cinema americano (1910-1960)". Un entusiasmante viaggio attraverso il periodo che ha definito il linguaggio del cinema moderno, dagli albori dell'industria hollywoodiana fino alla fine dell'età d'oro degli studios. L'atelier esplorerà l'evoluzione del cinema americano tra il 1910 e il 1960, analizzando autori, generi, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che hanno segnato la storia della settima arte. Dai pionieri del muto all'affermazione del sonoro, dal sistema delle grandi case di produzione al divismo, fino ai capolavori di registi come John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Orson Welles, gli incontri offriranno strumenti per comprendere il contesto storico, estetico e produttivo di un'epoca irripetibile. Attraverso la visione e il commento di sequenze emblematiche, i partecipanti scopriranno come il cinema classico americano abbia costruito modelli narrativi, visivi e culturali ancora oggi fondamentali.

Info: Calendario: Martedì 20 ottobre, 3 e 10 novembre, 1 e 15 dicembre (ore 18.30 - 20); Abbonamento per i 5 incontri: euro 120 (euro 60 per gli under 25) - early bird: acquistando l'abbonamento entro il 30 settembre il costo è per tutti euro 60). L'abbonamento è acquistabile a partire dal 7 settembre solo alla cassa della libreria (tutti i giorni ore 10-20).

 

Un luogo di storia e bellezza

Dal 1922 i film più belli, gli ospiti più illustri, gli eventi più importanti hanno avuto come palcoscenico il magnifico cinema teatro di piazza Strozzi a Firenze. Vieni a trovarci.

Odeon, un secolo di cinema e cultura.

Un libro ricco di immagini, documenti, racconti e curiosità ripercorre la storia di uno dei luoghi iconici di Firenze, dalla sua nascita ai giorni nostri. Scopri di più.

Vantaggi esclusivi in arrivo

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